Si stima che le emissioni di gas serra, nel Bel Paese, siano calate del 6,2% nel 2023 rispetto al 2022

Si stima che le emissioni di gas serra, in Italia, siano calate del 6,2% nel 2023 rispetto al 2022, grazie agli sforzi per favorire la decarbonizzazione nei settori dell’energia e dell’industria (sottoposti alla tassazione europea relativa alle emissioni Ets) e alla riduzione della CO2 generata dal riscaldamento ambientale (un ruolo chiave, in questo caso, lo ha ricoperto un inverno quanto mai mite). Hanno continuato ad aumentare, invece, le emissioni provenienti dal settore dai trasporti, seppur di circa l’1%, a causa del sempre massiccio impiego dell’automobile nelle principali metropoli nazionali e del trasporto merci su gomma, oltre che della scarsa penetrazione dell’auto elettrica nella graduatoria dei veicoli maggiormente apprezzati dagli abitanti del Bel Paese. Sono i dati che emergono dal rapporto dell’Ispra “Le emissioni di gas serra in Italia”, diffuso appena pochi giorni fa. La direzione intrapresa dall’Italia, in termini di abbassamento generale delle emissioni di gas serra, è senz’altro valida, sebbene siano necessarie implementazioni nei settori relativi all’economia circolare e all’utilizzo delle fonti rinnovabili, soprattutto per quanto concerne i mezzi di trasporto i quali, come detto, continuano ad incidere negativamente sulla transizione ecologica. Un sano uso dell’elettricità quale forza motrice, potrebbe risolvere in parte il problema, che comunque non può e non deve persistere in altri settori strategici, energia e industria per primi. Questi ultimi, in ogni caso, stanno ampiamente dimostrando di poter migliorare sia dal punto di vista strutturale e aziendale, sia da quello prettamente ambientale, come testimoniato dal rapporto Ispra sopracitato. Resta inteso che, oltre a continuare a favorire un marcato processo di decarbonizzazione, sarà necessario attuare una governance incentrata sull’investimento mirato nello sviluppo delle energie rinnovabili, con un impatto che vada ad abbracciare molteplici settori, da quello economico a quello sociale e ambientale.