Una vera e propria terapia in chiave culturale che ha già conquistato i critici e i collezionisti non solo del Bel Paese ma anche di numerose nazioni estere

L’innovazione artistica che si intreccia con i benefici di una sana salute mentale, questa è la sintesi della maestosa Art Therapy proposta da un autentico gigante della pittura italiana, il Maestro Giuseppe Menozzi. Approdato al Museo Costantino Barbella di Chieti, in Abruzzo, dove ha esposto i suoi capolavori dal 7 al 14 maggio, il pittore emiliano, coadiuvato dal critico e curatore della rassegna, Massimo Pasqualone, ha potuto riaffermare il valore universale del proprio stile pittorico, riconosciuto da numerosi studiosi e medici che operano nel settore psichiatrico come un valido strumento di riabilitazione per tutti quei pazienti che soffrono di una forma di disagio psichico. Questo perché Menozzi, con un uso strabiliante di forme e colori, rompe gli schemi tradizionali dell’arte moderna sino a penetrare nell’anima di ogni osservatore, illuminandone gli angoli più bui e ricordando ad ogni individuo che l’espressione del proprio essere non può che fungere da vettore per riscoprire e ricucire gli strappi dell’inconscio. Una vera e propria terapia in chiave culturale che ha già conquistato i critici e i collezionisti non solo del Bel Paese ma anche di numerose nazioni estere. Il più grande merito di Giuseppe Menozzi, probabilmente, è proprio questo: l’aver saputo raggiungere, con la propria arte tanto religiosa quanto secolare, ogni angolo d’Italia e del mondo, senza confini. A sostenere e coordinare la mostra svoltasi presso il Museo Costantino Barbella di Chieti, sono stati Martin Stoecklin, fondatore dell’Arte Terapia, Michele Crocitto, Maurizio Pochesci e Donatella Calì.